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domenica 22.11.2009 ore 03.28
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Abruzzo, orso morto. Segni di avvelenamento

di Domenico Ranieri
LECCE NEI MARSI. Si sarebbe sacrificata per difendere i suoi cuccioli dall’attacco di un altro orso. E forse il suo sacrificio non è stato inutile. Sulla carcassa del plantigrado ritrovato morto nel bosco di Lecce nei Marsi venerdì mattina sono stati rinvenuti numerosi segni di aggressione da parte di un altro animale, quasi certamente un orso.

L’orsa è stata sottoposta a radiografia per evidenziare lo stato degli organi e dei tessuti muscolari. «Crediamo di sapere al 90 per cento quali siano le cause del decesso», dichiara il direttore dell’ Istituto zooprofilattico di Teramo, Enzo Caporale, «non è stata una morte naturale, ma una morte indotta. Non dovrebbero esserci dubbi, per noi le cause sono chiare». In merito alle ferite (letale quella al collo) sulla carcassa dell’orsa, deceduta almeno 36 ore prima del ritrovamento da parte di alcuni operai forestali, Caporale ha spiegato che «buchi e ferite si rinvengono sempre in un animale ritrovato in natura, perché i predatori sono all’opera in ogni situazione». Vicino alla carcassa sono state notate orme di un altro orso.

LE IPOTESI. Tuttavia, i dubbi non sono stati fugati completamente: non si spiega altrimenti la presenza di vomito, di feci e la bocca serrata, chiari segni di avvelenamento. Solo l’esame tossicologico potrà chiarire con precisione le cause della morte. La prossima settimana sarà eseguito l’esame istologico, un’indagine veterinaria su cuore, polmoni e fegato, finalizzato a verificare se l’animale possa essere rimasto avvelenato a causa dell’ingestione di anticrittogamici tipo “ disulfan”, utilizzati in agricoltura. «Una cosa, però», spiega il vicequestore aggiunto del Corpo forestale dello Stato, Luciano Sammarone, «possiamo dire: l’uccisione non è avvenuta con un colpo di arma da fuoco».

AVVELENAMENTO E AGGRESSIONE.
Non si esclude peraltro la concomitanza dei due eventi: l’orsa, cioè, potrebbe essere rimasta vittima di un avvelenamento e quindi attaccata in un momento in cui il suo fisico era fortemente debilitato. Del resto, chi ha avuto l’occasione di assistere alla scena di un’orsa che difende i propri cuccioli riferisce di un animale insuperabile, pericolosissimo anche e soprattutto per gli orsi maschi. È sempre la femmina a prevalere e a mettere in fuga l’o rso che avesse intenzione di uccidere i cuccioli per farla tornare in calore, pronta all’accoppiamento. Negli Usa gli orsi bruni praticano il cosidetto “infanticidio”. Un maschio adulto uccide i cuccioli di un altro orso per rendere la femmina sessualmente recettiva.

I CUCCIOLI. L’orsa uccisa a Lecce nei Marsi, nell’a mpia zona conosciuta come Fonte Lice, aveva ancora latte (poco) da dare al cucciolo o ai cuccioli (in genere si svezza un orsetto oppure tre, difficilmente viene partorita una coppia). Non era latte “giovane”, ma di almeno un anno e mezzo prima. Si sospetta che i cuccioli abbiano un’età di un anno e 8 mesi.

LE RICERCHE. Ieri sono stati battuti circa 80 ettari di montagna, che aggiunti ai 25 di venerdì superano ampiamente i 100. Se i cuccioli fossero stati più piccoli sarebbero stati sicuramente ritrovati, vivi o morti. Quindi si presume che siano riusciti ad allontanarsi e a sopravvivere. Il Corpo forestale dello Stato ha utilizzato anche un elicottero. Almeno 20 uomini, tra forestali e Guardie del Parco, hanno perlustrato i boschi. Non sono state trovate carogne avvelenate, bottiglie sospette o animali morti. Nei casi precedenti - l’uccisione di Bernardo, della sua compagna e di un altro orso nell’estate di un anno fa - dopo poche ore fu rinvenuta una carcassa avvelenata. In questo caso le ricerche hanno dato esito negativo, anche se continueranno già da questa mattina. Nel verde lussureggiante del Parco si sono visti anche gli uomini del Cites, il nucleo investigativo sul commercio internazionale di fauna protetta. Il sovrintendenteMarco Fiori ha affermato che «indagare su questi casi è difficile in quanto la carcassa è stata ritrovata in un bosco molto fitto e questo limita la ricerca di elementi utili alle indagini». La Procura ha aperto un’inchiesta.
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