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Internati, nasce la Palazzina della Memoria

CASOLI. L’ex-municipio diventerà un centro di documentazione sull’internamento civile fascista e la dependance di Palazzo Tilli prenderà il nome di “Palazzina delle Memoria”. La tappa a Casoli di...

CASOLI. L’ex-municipio diventerà un centro di documentazione sull’internamento civile fascista e la dependance di Palazzo Tilli prenderà il nome di “Palazzina delle Memoria”. La tappa a Casoli di Giovanni Bloisi, il “ciclista della memoria” che ha visitato i luoghi italiani delle deportazione ebraica e fra dieci giorni giungerà a Gerusalemme, ha sortito l’effetto di impegnare il sindaco Massimo Tiberini e Antonella Allegrino, proprietaria del Palazzo Tilli, affinché questi due edifici, da poco sottratti all’abbandono e al degrado, possano restituire la memoria delle persone lì confinate dal fascismo, dieci delle quali subirono la deportazione e la morte ad Auschwitz.

La scelta di Casoli per il centro di documentazione è il risultato del lavoro di ricerca negli archivi comunali da parte del giovane Giuseppe Lorentini, lettore d’italiano all’Università tedesca di Bielefeld, che lo scorso 27 gennaio, in occasione della Giornata della memoria, ha rilasciato sul web il sito www.campocasoli.org, dove sono elencati tutti i documenti riguardanti i quasi cinquanta ebrei, più numerosi antifascisti, sottratti alle proprie famiglie per l’unica colpa di essere ebrei ed internati parte nel vecchio municipio casolano e parte nella dependance di Palazzo Tilli.

Nei giorni scorsi un convegno, tenuto nel castello medievale di Casoli, ha affrontato questo

progetto, illustrato dal professor Vito Francesco Gironda, coordinatore della laurea magistrale di doppio titolo in Scienze storiche delle università di Bologna e di Bielefeld. Tra i convenuti anche la responsabile cittadina dell’Anpi, Piera Della Morgia.

Gino Melchiorre

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