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Elettrodotto, strategia sui ricorsi

Atessa, convegno Coldiretti: «Se uniamo le forze possiamo bloccare il progetto»

ATESSA. «Non tutto è perso, unendo le forze forse ci sono ancora margini per bloccare il passaggio dell’elettrodotto Villanova-Gissi». È il messaggio lanciato nell’incontro presso La Masseria a Piazzano, promosso da Luigi Pomilio, presidente della Coldiretti. In una sala gremita, sono intervenuti Antonella La Morgia, presidente del Cast (Comitato ambiente salute e territorio); Antonio Di Pasquale, perito industriale; Lorenzo Cesarone, segretario nazionale del movimento consumatori Acai-Consum. Ha coordinato Carmine Cinalli.

L’elettrodotto da 380 Kv in doppia terna, già autorizzato dal Ministero e del quale sono iniziate le pratiche di esproprio dei terreni, passerà per sedici comuni: Cepagatti, Chieti, Casalincontrada, Bucchianico, Fara Filiorum Petri, Casacanditella, Filetto, Orsogna, Guardiagrele, Sant’Eusanio Del Sangro, Castel Frentano, Lanciano, Paglieta, Atessa, Casalanguida e Gissi. Oltre all’impatto ambientale, con piloni che arrivano fino a 75 metri di altezza, gli organizzatori del convegno temono per le conseguenze dell’elettromagnetismo sulla salute. Da non sottovalutare, questa una novità che è emersa nel corso dell’incontro, il danno di deprezzamento fondiario.

«Il progetto», ha detto La Morgia, «non serve né all’Abruzzo né alla centrale di Gissi ma è solo un tassello di un progetto più ampio fatto di strategie nazionali e internazionali che si basano su “interconnessioni” con i Balcani, Grecia, Albania, Nord Africa e Spagna». L’elettrodotto è un’opera per decreto immediatamente esecutiva e cantierabile. Sono iniziate le pratiche di esproprio. «In Toscana» ha concluso La Morgia «procedure del genere si sono fermate prima della Via, da noi no».

Durante la discussione si è parlato anche dei ricorsi al Tar del Lazio (fatti dal Cast e dai soli Comuni di Lanciano, Castel Frentano e Paglieta) e della sentenza che ci sarà il 2 aprile e di un secondo ricorso sul quale sentenza è attesa a Lanciano il 28 aprile portati avanti da Antonio Di Pasquale, perito industriale.

Lorenzo Cesarone, dell’Acai-Consum, ha annunciato l’esposto alla Commissione europea per una rilettura di come si è comportato il governo su tutto l'iter procedurale e inoltre come intraprendere una class action per risarcimento del danno di svalutazione fondiaria anche per chi ha terreni e proprietà vicino al passaggio dell'elettrodotto. Agli espropriati sono state date direttive su come agire. Alla fine alcuni hanno commentato: «L'energia trasportata dall’elettrodotto non è destinata agli abruzzesi, a noi restano la distruzione delle terre e la paura di morire di malattie provocate dall’elettromagnetismo».

Matteo Del Nobile

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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