Raffineria della droga, 9 anni a Ferrazzo

Figlio di un capocosca della ndrangheta colpevole di spaccio di coca e detenzione di armi

    di Paola Calvano  VASTO. Nove anni di reclusione. È la pena inflitta dal tribunale di Vasto a Eugenio Ferrazzo, 34 anni, altrimenti noto come "Roberto il calabrese". Arrestato la sera del 24 maggio scorso, mentre cercava di sfuggire ai controlli dei carabinieri, è stato condannato per detenzione e spaccio di droga, porto abusivo di armi, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.  Quella sera di maggio, i militari di san salvo contestarono a Ferrazzo il possesso di cocaina e armi, materiale poi sequestrato in un garage del paese che, secondo gli inquirenti, era stato trasformato in una raffineria della droga. Nell'operazione rimasero coinvolti anche tre presunti complici che, con Ferrazzo, stava cercando di smantellare quella che per un certo periodo era stata una vera e propria centrale per la preparazione degli stupefacenti. Ferrazzo aveva capito di essere osservato. E in effetti da tempo i militari del nucleo investigativo di Pescara lo tenevano d'occhio insieme agli uomini della Direzione distrettuale antimafia (Dda). Il deposito di via Celestino V aveva come insegna il logo di una jeanseria. Al suo interno, i militari coordinati dal comandante provinciale Marcello Galanzi e dal capitano Eugenio Stangarone trovarono centinaia di scatoloni di pantaloni, ma anche cocaina da raffinare. Per sottrarsi al controllo, Ferrazzo cercò di fuggire opponendo resistenza e colpendo i carabinieri. Due militari riportarono lesioni ed escoriazioni. sioni. Il 12 giugno, per Ferrazzo (arrestato la prima volta in Ecuador nel 2003 per traffico di dro
    ga), arrivò in carcere l'arresto bis: una nuovo ordine di custodia cautelare disposto dalla Dda. Il provvedimento venne condiviso dal Gip del tribunale dell'Aquila Gargarella, secondo il quale Ferrazzo, aiutato da altre 3 persone, avrebbe dato vita ad un'organizzazione che traeva profitto dalla produzione e dal traffico di stupefacenti a San Salvo e nel Vastese. A peggiorare la posizione di Ferrazzo, il ritrovamento di un revolver Smith & Wesson calibro 44 magnum, risultato rubato il 21 giugno 2006 nel comando stazione dei carabinieri di Laparano (Taranto). Dal giorno del primo arresto il trentatreenne - figlio di Felice Ferrazzo, ritenuto il capo di una cosca della ndrangheta di Crotone - ha sempre dichiarato ai militari della Dda che le persone trovate con lui (fra questi anche la moglie) erano completamente estranee ai fatti. Martedì, "Roberto il calabrese" è comparso davanti ai giudici del tribunale di Vasto che lo hanno condannato a 9 anni con rito abbreviato applicando la pena richiesta dal pubblico ministero.

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    16 febbraio 2012
     

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