di Teresa Di Rocco
LANCIANO. Una sala polivalente per le coronarografie e la ristrutturazione del reparto. L'unità di cardiologia-Utic, una delle eccellenze dell'ospedale Renzetti che serve 120 mila utenti, ha bisogno di interventi della Asl provinciale. Ad accendere i riflettori sul reparto in questi giorni è la neve che ha portato a un aumento notevole di lavoro: il freddo, infatti, causa la costrizione dei vasi sanguigni, di conseguenza si ha un aumento della pressione e di problemi per i cardiopatici. E i 15 posti letto dell'unità guidata dal primario
Luigi Leonzio sono pieni. Chi entra, poi, nota carenze strutturali - pavimenti malmessi, muri con crepe e lavori lasciati a metà - e soprattutto evidenzia problemi legati ad alcuni esami. Chi ha una sindrome coronarica acuta (angina, infarto, ossia circa 280 pazienti all'anno in città) per eseguire una coronarografia (indagine diagnostica che visualizza direttamente le arterie coronarie che distribuiscono sangue al cuore) deve essere trasportato in urgenza a Chieti, Teramo o Pescara, talora mettendo a rischio la vita, o deve prima essere trattato, curato e stabilizzato al Renzetti e poi deve andare a proprie spese in una cardiologia dotata di emodinamica. Eppure il manger Asl
Francesco Zavattaro promise nell'ottobre 2010 l'attivazione dell'emodinamica (la sala in cui si effettuano coronarografie e dove sottoporsi a interventi di angioplastica) poi nel giugno 2011 parlò di emodinamica portatile visto che la sala salva-vita sarebbe stata aperta a Vasto. Ma non c'è
; traccia né degli interventi strutturali, sul comfort alberghiero, né sulle strumentazioni e crescono le lamentele dei pazienti che, ricoverati a Lanciano, sono caricati su un'ambulanza con equipe medica al seguito, portati a Chieti per gli esami e riportati a Lanciano. Con costi notevoli per la Asl. La soluzione? Attivare una sala polivalente con un angiografo in cui effettuare coronarografie, l'angioplastica dei vasi periferici (ossia dilatare le arterie periferiche) e la trombolisi (trattamento per riaprire le occlusioni delle arterie) della carotide perché si collegherebbe all'attività svolta nella stroke unit del Renzetti, il reparto semintensivo dedicato alla diagnosi e alla cura dell'ictus cerebrale in fase acuta.
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12 febbraio 2012
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