Oggi l'autopsia sull'anziana uccisa a botte in via Galilei

    di Stefania Sorge  LANCIANO. Viene eseguita questa mattina l'autopsia sul corpo di Elda Tiberio, 93 anni, uccisa a botte la sera di venerdì scorso nella sua casa di via Galilei. In carcere, con l'accusa di omicidio volontario, c'è il figlio della donna, Carmine Antonio Salvatore, di 69 anni.  La procura ha affidato ieri l'incarico all'anatomopatologo Pietro Falco, che eseguirà l'autopsia alle 10 nell'obitorio dell'ospedale di Lanciano. La difesa, l'avvocato Massimiliano Piacentino Sichetti, ha nominato un perito di parte, Domenico Angelucci, docente della d'Annunzio di Chieti, in rappresentanza dei due indagati, Salvatore e la sorella Maria Michela, quest'ultima per omissione di soccorso. Malgrado la confessione di Carmine Salvatore, all'autopsia è affidato il compito di chiarire alcuni aspetti controversi dell'omicidio. Il primo riguarda le cause della morte dell'anziana. Il figlio, affetto da disturbi psichici, ha confessato di aver colpito la madre con un solo pugno in fronte, al culmine di un litigio, perché la donna si rifiutava da giorni di mangiare. Ma dalla prima ricognizione cadaverica anche sul corpo della donna sono state riscontrate varie ecchimosi, compatibili con una morte violenta. Il secondo aspetto riguarda il ruolo dell'altra figlia della Tiberio. Maria Michela, che spesso si fermava a dormire nella casa di via Galilei, nel quartiere Cappuccini, per accudire la madre e il fratello, la sera dell'omicidio sarebbe arrivata dopo l'aggressione. A quel punto, secondo la difesa, su s
    uggerimento della stessa anziana, avrebbe medicato le ferite e accompagnato la madre a letto, senza avvisare i soccorsi. Solo dopo alcune ore, in piena notte, Maria Michela Salvatore avrebbe richiesto l'intervento del 118 che, arrivato sul posto, non ha potuto far altro che constatare il decesso dell'anziana.  Slitta a oggi anche la decisione del gip Ciro Riviezzo sull'istanza di sostituzione del regime carcerario per Carmine Salvatore. L'avvocato Sichetti chiede gli arresti domiciliari in una struttura protetta per l'uomo che è rinchiuso da sabato nel carcere di Villa Stanazzo. Le sue condizioni di salute sarebbero incompatibili con la reclusione in carcere. Per Salvatore la Procura chiederà il giudizio immediato.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    8 febbraio 2012
     

    Trova Indirizzi Utili

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione
    Tutte
    PROMOZIONI
     PUBBLICITÀ

    Negozi

    ilmiolibro