di Matteo Del Nobile
ALTINO. Non è facile strappare un sorriso a Eduardo Scutti. La vita l'ha disposto a centellinare le manifestazioni esteriori della contentezza. I cento muscoli del volto si distendono però a sollevare le pieghe delle labbra quando percepisce che è riuscito a trasmettere il segreto della sua arte: i suoi lavori in vimini sono frutto di tecnica, regole, abilità, competenza. In via della Madonna, all'ingresso del paese dopo essersi inerpicati dalla valle dell'Aventino, Eduardo Scutti lavora il docile ed elastico vimine, prima che questo col tempo diventi rigido, e crea multiformi cesti e cestini: per raccogliere l'ulivo (oramai usati più come elemento folclorico), canestri, grossi cesti (i cajoni, in cui è possibile mettere anche un quintale di olivo); e poi "fruscelle" per formaggi e ricotte, quindi portabottiglie, lampadari, vassoi.
Il vimine e il giunco Scutti li raccoglie da sé tra maggio e agosto, lungo i fiumi Sangro e Aventino. La preparazione del materiale prevede la sbucciatura (decorticatura), facendolo passare in un altro vimine già rigido e aperto a forcella, e l'asciugatura. Quando si decide di lavorarlo è necessario restituirgli la naturale flessibilità, che si ottiene mettendolo a bagno affinché il gambo riprenda colore, una certa vitalità ed elasticità. Nei tempi andati, in ogni famiglia di contadini c'era qualcuno che sapesse intrecciare vimini, e alcuni erano dei veri professionisti. «Da noi, c'era zi 'Ndonie di Bricciole, la sua memoria è ancora viva in quelli di una certa età», racconta Scutti e quasi a voler sancire la sua appar
tenenza a quel mondo afferma: «Io da ragazzo ho imparato tanto da
lui». Poi la vita lo porta ad accantonare quelle nozioni e a tirare
su la famiglia facendo il muratore. Da alcuni anni però le antiche
tecniche sono state riprese. La lavorazione di un cesto inizia
dalla base, "lu fonne", e per realizzarla devono essere scelti per
prima cosa i piroli, il sostegno inferiore. Poi si mettono i
"costelloni", sorta di pilastri attorno ai quali s'inizia a tessere
l'ossatura verticale, modulando fustelli di vimini di spessore
diverso. Alla fine si devono modellare il bordo e i manici che
armonizzano l'aspetto del tutto.
«Nella mente lo devi avere già finito e calcolare le misure in base
al peso che deve sopportare», spiega il cestaio, aggiungendo una
qualità di cui va fiero: «Bisogna avere un criterio, una mentalità
matematica per rispettare proporzioni e misure; se non hai dentro
queste qualità, non puoi realizzare questi oggetti». Che
l'ottantenne Scutti sia un artigiano singolare lo testimoniano
alcune sue riproduzioni, vere opere artistiche: la Torre Eiffel, il
pugliese Castel del Monte, la Torre di Pisa e il Battistero, il
castello di Roccascalegna, il Partenone, il London Bridge (ponte di
Londra). Tutte rigorosamente in scala, ognuna minuziosa e precisa
nei particolari. Non c'è approssimazione se nella parte interna del
"suo" Castel del Monte sono state fatte anche le finestre, se uno
spicchio della cupola del Battistero di Pisa è di colore bruno,
perché così è nella realtà; se i fregi, i capitelli, le colonne
sembrano foto o disegni dell'originale. Puoi solo chiederti come
sia possibile riuscire a modellare il giunco fino a quel punto.
Tutti pezzi unici, per fare i quali il tempo assume dimensioni non
più immaginabili. «Per il Battistero ho impiegato un anno e mezzo e
per la Torre di Pisa qualcosa di meno», dice l'artista-artigiano,
Scutti. «Un giorno ero con questi pezzi a un'esposizione a
Caramanico», racconta, «quando alcuni signori si sono fermati
davanti alla mia Torre di Pisa. Ho visto che discutevano, giravano
attorno, s'inchinavano, muovevano le mani quasi a voler disegnare
l'aria. Mi sono avvicinato e ho chiesto loro spiegazioni. Erano
degli architetti e si chiedevano come avessi fatto a rispettare le
proporzioni e i rapporti, come avessi fatto a far cadere - così mi
dissero - la verticale che passa per il suo baricentro all'interno
della base di appoggio». E ora le pieghe del volto dell'artista del
vimine si distendono in un sorriso compiaciuto.
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30 gennaio 2012