Istituto Negri Sud in crisi i dipendenti: servono fatti

       SANTA MARIA IMBARO. Basta con le parole, servono fatti. Suona così l'appello di 28 dipendenti dell'istituto di ricerca Mario Negri Sud, tra cui il direttore del centro Gianni Tognoni. «Chiediamo di non essere più fiore all'occhiello delle istituzioni pubbliche», scrivono i dipendenti in una lettera aperta, «ma parte a pieno titolo della realtà culturale e produttiva dell'Abruzzo».  I firmatari dell'appello, anche a nome di 200 dipendenti del centro, tra ricercatori, borsisti e tecnici, chiedono di «mettere fine allo stillicidio di dichiarazioni sull'importanza dell'istituto a cui non seguono decisioni tempestive» di cui ora se ne avverte più che mai l'urgenza essendo il Negri Sud in forti difficoltà economiche.  I dipendenti ricordano, già dal 2010, l'impegno di Provincia, Regione e Negri Sud di Milano a cedere in donazione modale l'edificio in cui il centro opera da 25 anni. Quanto alle richieste di un piano industriale dettagliato da parte dei revisori della Provincia i ricercatori fanno riferimento alla presentazione, nel novembre 2011, di oltre 20 pagine di «titoli, progetti e stime economiche fino al 2013» pagine che, accusa la lettera, «non erano state nemmeno lette da quanti che si sono sentiti in dovere di dire qualcosa per aiutare il consorzio».  Secondo i ricercatori non ci sarebbe nessun pericolo che la situazione debitoria del Negri Sud intacchi il patrimonio della nuova fondazione, perché il suo statuto, necessario alla donazione dell'immobile, «prevede già formalmente tutte le garanzie di controllo». (d.d.l.)

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    27 gennaio 2012
     

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