di Francesca Rapposelli
CHIETI. Il volume di rifiuti portati nella discarica di contrada Casoni potrebbe raddoppiare a partire dalla fine di febbraio. E Giampiero Riccardo, coordinatore regionale dei giovani dell'Italia dei valori, lancia l'allarme, ma assicura: «Chieti non diventerà la pattumiera di Pescara». Spiega Riccardo in una nota che «la Regione vuole aggiungere 90 mila metri cubi di capacità agli 80 mila attualmente disponibili per la discarica Casoni. Un ampliamento di oltre il 50 per cento delle capacità attuali». La decisione sarebbe una risposta obbligata all'emergenza rifiuti che ha colpito il Pescarese. Tra un mese e mezzo, infatti, la discarica di Colle Cese, a Spoltore, non potrà più accogliere rifiuti. Una fine attività in anticipo sui tempi, a cui ha contribuito il crollo della discarica teramana La Torre, avvenuta nel 2006. Da allora i rifiuti dell'intera provincia di Teramo vengono portati nell'impianto di Spoltore, che ora è del tutto saturo e quindi impossibilitato ad accogliere altri cubaggi di immondizia. «Nell'incontro convocato dalla Regione lo scorso 19 dicembre, presso il Servizio gestione rifiuti di Pescara», continua Riccardo, «con Ambiente spa, Provincia di Pescara, Comune di Chieti, Deco Spa, Provincia di Chieti, si è proposto il conferimento dei rifiuti del Pescarese nella discarica pubblica di Chieti, a partire dal primo marzo 2012». A rappresentare il comune di Chieti c'era l'assessore all'Ambiente
Alessandro Bevilacqua,
che secondo Giampiero Riccardo «non ha preso alcuna posizione» in merito alla questione, ma anzi «ha chiesto se c'era stato già un incontro con l'assessore regionale,
Mauro Di Dalmazio e il sindaco di Chieti,
Umberto Di Primio». La posizione dell'Idv è netta: «Chiediamo al primo cittadino di esprimere chiaramente qual è la sua posizione rispetto a questa proposta e vogliamo», scrive ancora l'esponente dell'Italia dei valori, «che dalla Regione ci spieghino con chiarezza e precisione cosa significa questo raddoppio di volumetrie: cosa comporta, se così la vita della discarica viene prorogata. Ci chiediamo anche perché questa riunione sia rimasta in sordina, nessuno ne abbia parlato e la cittadinanza non ne sia stata informata». Non manca un richiamo all'amministrazione Provinciale: «Chiediamo qual è il Piano rifiuti della Provincia guidata da
Enrico Di Giuseppantonio e cosa aspettano per elaborare una strategia seria e precisa per uscire da un emergenza che tutti si aspettavano».
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24 gennaio 2012