di Marco Di Clemente
PASSOLANCIANO. A rimetterci di più nella situazione di immobilismo e conflittualità sulla Maielletta sono gli albergatori che rischiano di chiudere. A lanciare l'allarme è Guido D'Alessandro dell'hotel La Maielletta: «Adesso che c'è neve gli impiantisti stanno facendo affari d'oro. Gli alberghi però sono quasi vuoti». La colpa è dello skipass che non è stato ancora unificato. «La crisi quest'anno sta spingendo gli appassionati a rimanere in zona e non allontanarsi troppo» aggiunge «ma in assenza dello skipass unico nessuno decide di fare una settimana bianca da queste parti. Sono proprio di questi giorni le ultime disdette che ho ricevuto, appena hanno saputo che bisognava pagare più abbonamenti». Alla radice per
D'Alessandro le colpe degli impiantisti e dei politici: «I gestori d'impianti hanno dimostrato con le loro beghe di non meritare di fare questo lavoro, visti i danni che stanno causando ed i politici perché da anni stanno producendo solo parole. Due mesi fa eravamo stati convocati dall'assessore regionale al turismo
Mauro Di Dalmazio che si era impegnato a trovare una soluzione per questa stagione. Siamo a gennaio e non ci ha fatto sapere più niente. Stesso discorso per le assicurazioni dell'assessore ai trasporti,
Giandonato Morra, del presidente della Provincia
Di Giuseppantonio e del consigliere
Emilio Nasuti. La situazione ormai non è più sostenibile ed ho dato mandato ai miei
avvocati di valutare se ci siano gli estremi per la richiesta di un risarcimento danni agli impiantisti». Per Guido D'Alessandro tutto sulla Maielletta è trattato senza una visione d'insieme. «Perfino delle forze dell'ordine che domenica scorsa ad una certa ora si sono limitate a bloccare il traffico all'altezza dello Scoiattolo, con la conseguenza che non sono potuti salire da me clienti che avevano prenotato il pranzo. Chi ci rimette?» Della stessa opinione è
Pierpaolo Palumbo dell'Hotel Panorama: «Il mancato accordo tra i tre impiantisti non è più sostenibile- rincara- come non lo è l'immobilismo del mondo politico e del parco della Maiella verso l'unica stazione Abruzzese senza innevamento artificiale. A questo proposito basti pensare che per sbloccare la richiesta di costruire impianti di collegamento e di innevamento artificiale è stato chiesto in cambio di provvedere al sistema di depurazione fognario della zona. Come si fa a chiedere un intervento del genere, di chiara pertinenza pubblica, ai privati? E poi basti pensare che l'autorizzazione è stata concessa agli impianti di Prati di Tivo in piena zona 1 del Parco del Gran Sasso ed a Pescasseroli al centro del Parco nazionale d'Abruzzo. Come interpretare dunque il comportamento del Parco della Maiella?». Forse sarebbe il caso che le forze politiche prendessero con decisione in mano la situazione per il bene dell'economia turistica montana in grave affanno.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
22 gennaio 2012