di Jari Orsini
CHIETI. «Lascio un teatro in piena salute, senza debiti e con una programmazione che è stata e sarà di grande qualità. La prossima settimana inoltreremo al Mibac il cartellone, già pronto, per la lirica 2012 mentre in futuro bisognerà lavorare alla creazione di una Fondazione». Il senatore Fabrizio Di Stefano traccia un bilancio tutto positivo sul suo operato di delegato al Marrucino. Una sorta di commiato in previsione dell'insediamento ufficiale del nuovo cda del teatro fissato per il 26 gennaio.
Quando, di fatto, il Marrucino inizierà ad essere gestito in maniera autonoma dalla nuova Deputazione teatrale. «La Deputazione», avverte Di Stefano, «avrà l'onore e l'onere di far crescere un teatro rilanciato dopo essere stato vicino alla chiusura». Ma il consiglio d'amministrazione dovrà recepire, anche per quest'anno, alcune scelte artistiche prese in prima persona dal Comune. Entro il 31 gennaio, infatti, bisognerà girare al ministero per i beni culturali il programma della lirica. Un passaggio di legge fondamentale per non perdere i finanziamenti elargiti dal ministero, circa 130 mila euro, ai teatri di tradizione come è, appunto, il Marrucino. Considerando che il cda ancora si insedia e, di conseguenza non ancora nomina un direttore artistico, l'amministrazione comunale è stata costretta a muoversi per conto proprio. Quattro le opere liriche che andranno in scena sul palco del Marrucino durante il 2012: la "Carmen" di Bizét allestita in coproduzione con il teatro di tradizione di Lecce, "L'impresario teatrale" di Mozart calendarizzato nel corso della Settimana
mozartiana e la doppia opera in scaletta per l'autunno, "Elisir
d'amore" di Donizetti e "Rigoletto" di Verdi. Un cartellone firmato
dal sindaco Umberto Di Primio e dal maestro Fabio D'Orazio, in
lizza per ricoprire il ruolo di direttore artistico del Marrucino.
Un teatro, ricorda Di Stefano, salvato dal baratro. «Il teatro, dal
2007, aveva perso i finanziamenti regionali della legge 15 quando
al governo della Regione non c'era di certo il centrodestra. Nel
2008», aggiunge il senatore Pdl, «il Marrucino è uscito fuori dalla
legge 40 da me istituita perché non rispondeva più ai parametri
richiesti e lo stesso è avvenuto nel 2009. Non dimentichiamo, poi,
il recupero per il rotto della cuffia dei contributi ministeriali e
dei fondi regionali della legge 40 con un taglio, per il 2012,
limitato al 10% che garantirà al teatro comunque uno stanziamento
importante pari a 320 mila euro».
Nulla a che vedere, precisa Di Stefano, con gli oltre 2 milioni di
euro l'anno corrisposti al Marrucino quando governava il
centrosinistra. «Noi, in poco più di un anno, abbiamo speso meno di
900 mila euro per organizzare 56 spettacoli ed ospitarne 65 di
assoluto prestigio».
E giù una serie di numeri sui biglietti staccati e sugli incassi
registrati in risposta alle accuse avanzate dall'opposizione
secondo cui il Marrucino, nel 2011, ha incassato appena 57 mila
euro di utili netti. «E' un dato parziale. Da dicembre 2010 a
dicembre 2011», ribatte Di Stefano, «sono stati staccati 14 mila
354 biglietti per un totale di oltre 162 mila euro di incasso».
Infine un plauso ai collaboratori del Marrucino, la Sinfonica
abruzzese, la Fondazione Carichieti e l'associazione Amici del
Marrucino su tutti, e un cenno al futuro. «Concordo con l'idea del
centrosinistra», afferma Di Stefano, «sull'utilità di una
Fondazione che gestisca il teatro per assicurare uno snellimento
della burocrazia».
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21 gennaio 2012
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