Non c'è accordo per la sede del tribunale

Lanciano e Vesto presenteranno progetti separati al ministero

       LANCIANO. Nessun accordo: Lanciano e Vasto presenteranno al ministero della Giustizia due distinte proposte per evitare la soppressione dei propri tribunali.  E' quanto è emerso ieri dopo che per la seconda volta in cinque giorni la delegazione vastese, formata dal sindaco Luciano Lapenna, il presidente del tribunale Antonio Sabusco, il procuratore capo Francesco Prete e il presidente degli avvocati Nicola Artese, non ha preso parte alla riunione convocata nel Palazzo degli studi di Lanciano dal sindaco Mario Pupillo.  Il primo cittadino ha cercato di riunire attorno a un tavolo la commissione tecnica comunale - tra cui il presidente del tribunale Ciro Riviezzo, il procuratore capo Francesco Menditto - e vastese per cercare un punto d'accordo e per presentare una proposta univoca al ministero che, soprattutto per motivi economici, vuole riorganizzare il sistema giudiziario e sopprimere i tribunali minori come appunto quelli di Lanciano e Vasto.  Ma non c'è stato verso: la deegazione vastese non si è presentata. Lo strappo avvenuto nella seduta precedente, anche quella ignorata dai vastesi, non si è ricucito. Insomma un'altra porta sbattuta in faccia?  «I presidenti Sabusco e Artese hanno comunicato che non sarebbero venuti per motivi di lavoro», spiega Pupillo, «resta però il rammarico perché la volta scorsa sembra che non ci fossero impedimenti e perché si poteva arrivare a una proposta fatta di comune accordo al ministero. En
    trambi vogliamo l'accorpamento dei nostri tribunali», continua Pupillo, «ma è normale che ognuno tiri l'acqua al proprio mulino: Lanciano vuole gli uffici qui e Vasto li vuole nella sua città. Se volevamo fare le scarpe a qualcuno, essere presuntuosi, come ci è stato fatto notare, non di certo avremmo convocato due riunioni aperte in cui presentare la nostra proposta alla luce del sole».  La stoccata di Pupillo è rivolta in particolare all'avvocato Artese che ha accusato Lanciano di aver «usato un metodo che non è condivisibile» perché «la proposta di un tribunale a Lanciano e di un presidio a Vasto è stata ufficializzata senza che fosse anticipatamente comunicata all'ordine degli avvocati e al sindaco Lapenna».  Peccato che di ufficiale non ci fosse ancora niente, a parte la volontà di mettere sul tavolo due proposte che rimarranno tali. «Si poteva andare a Roma», riprende il sindaco di Lanciano, «e dire: vogliamo stare assieme, questi sono i nostri numeri, le cause, i conti dei nostri tribunali. Decidete voi dove mettere gli uffici».  Non sarà così: a Roma arriveranno due proposte. Quella frentana prevede un unico tribunale Lanciano-Vasto con sede nel Palazzo degli studi di Lanciano - in cui si ricavano 85 postazioni di lavoro - messo a disposizione gratuitamente dal Comune. Gli altri uffici andrebbero nella sede attuale in via Fiume e a Vasto ci sarebbe un presidio di giustizia, con gli uffici della procura, polizia giudiziaria e altri servizi. Si avrebbe un risparmio di 250mila euro l'anno.  A Vasto, invece, la giunta Lapenna ha approvato il progetto della "Cittadella giudiziaria". Con un mutuo di oltre 530 mila euro sono previsti l'ammodernamento e la ristrutturazione del palazzo di giustizia di via Bachelet in modo che possa ospitare anche gli uffici lancianesi. Teresa Di Rocco

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    11 gennaio 2012
     

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