di Jari Orsini
CHIETI. «Le amministrazioni si adoperino per rilasciare le autorizzazioni relative al progetto In.Te in tempi brevi e affinché le urbanizzazioni da realizzare siano a carico della Regione o, in alternativa, vengano riconosciute agevolazioni alle imprese». Domenico Merlino, coordinatore del progetto In.Te finalizzato alla reindustrializzazione dell'area ex cartiera Burgo, passa al contrattacco. L'ingegner Merlino ha inviato una lettera al presidente della Regione Gianni Chiodi, al presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio e al sindaco Umberto Di Primio.
Nella missiva viene fornito un dettagliato resoconto sullo stato dell'arte di In.Te, che dovrà ricollocare i 133 lavoratori Burgo finiti in mobilità, e si rivolge un appello alle istituzioni, Regione in primis, che adesso devono fornire gli strumenti giusti alle aziende interessate a insediarsi sul sito della vecchia cartiera. Ciò malgrado siano state avanzate perplessità sulla solidità dell'In.Te. Alle polemiche, Merlino risponde carte alla mano.
«A novembre è stata depositata allo Sportello unico delle attività produttive (Suap) del Comune», ricorda, «la documentazione del primo lotto del progetto In.Te che ha raccolto l'adesione di nove aziende. Un investimento complessivo da circa 20 milioni di euro in grado di ricollocare gran parte dei lavoratori ex Burgo». Gli uffici comunali stanno analizzando la documentazione prodotta e, a stretto giro, verrà convocata una conferenza di servizi per dare il via libera alla costruzione dei nuovi capannoni industriali che occuperanno 5 ettari di terreno i
n via Piaggio.
Ma qui cominciano i problemi di carattere burocratico. Il coordinatore di In.Te, innanzitutto, chiede alla Regione di svincolare i siti ex Burgo dall'autorizzazione integrata ambientale (Aia) esistente e che le aziende coinvolte nel progetto In.Te siano sgravate, in qualche modo, degli oneri di urbanizzazione. «Che devono essere a carico della Regione. In alternativa», dice Merlino, chiediamo agevolazioni per le imprese di In.Te». Messaggio forte e chiaro diretto ai politici in virtù della solidità del progetto, che Merlino rivendica: «Le imprese disposte a investire sulla superficie dell'ex cartiera hanno costituito un contratto di rete, e nonostante la crisi economica che stiamo attraversando, si sono associate altre aziende». Non a caso, il coordinatore di In.Te allega alla lettera un elenco di 23 aziende pronte ad insediarsi nell'area industriale di via Piaggio. «Il livello occupazionale garantito», anticipa Merlino, «è pari a 250 unità con un reimpiego di 70 ex dipendenti della Burgo. Le amministrazioni facciano in fretta».
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7 gennaio 2012
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