Tribunali, vertice anti-soppressione

Il taglio dei costi all'esame di presidenti e sindaci

       LANCIANO. I tempi stringono: entro un paio di settimane al massimo, sul tavolo del ministero della Giustizia, alle prese con la legge di riordino degli uffici giudiziari, deve arrivare una proposta che eviti la soppressione dei tribunali di Lanciano e Vasto.  Ed è proprio per iniziare a tirare le somme che oggi, alle 16,30, nel Palazzo degli Studi, si incontreranno i sindaci di Lanciano e Vasto, Mario Pupillo e Luciano Lapenna, i presidenti dei tribunali delle due città, Ciro Riviezzo e Antonio Sabusco, i procuratori capo Francesco Menditto e Francesco Prete, il presidente degli ordini forensi, Sandro Sala e Nicola Artese, il presidente della Camera penale di Lanciano, Alessandro Troilo, il presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, i parlamentari Gianfranco Tenaglia, Giovanni Legnini e Fabrizio Di Stefano.  Con loro ci saranno i membri del comitato tecnico formato a dicembre dall'amministrazione comunale di Lanciano per studiare le proposte che evitino la chiusura dello storico tribunale frentano.  «Ci sono diverse ipotesi da analizzare», afferma il sindaco Pupillo, «come l'accorpamento dei due tribunali, il taglio delle spese di gestione, una diversa divisione geografico-giudiziaria del territorio. Quel che conta è che si possa realizzare un percorso comune tra le due città lasciando da parte il campanilismo e unendo le forze: solo così si riusciranno a salvare i presidi di giustizia». &nbsp
    ;Unione che deve essere ancora più forte se la strada da percorrere è quella della fusione, della creazione di un tribunale unico Lanciano-Vasto che, come sottolineato dal delegato della Cisl-funzione pubblica del tribunale di Lanciano, Claudio Castellano, abbatterebbe i costi di gestione della giustizia, così come chiede il ministero.  Ma la fusione comporta una divisione dei servizi, degli uffici giudiziari, della procura e della polizia giudiziaria non facile da raggiungere.  Una via d'uscita per trovare un accordo potrebbe essere quella prospettata dal giudice Riviezzo: le specializzazioni dei due tribunali con giudici dediti, ad esempio, soltanto al fallimentare e altri solo alle questioni familiari. (t.d.r.)

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    5 gennaio 2012
     

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