La difesa: Pepe non voleva uccidere

Omicidio Neila, il giudice convalida l'arresto dell'imprenditore

    di Stefania Sorge VASTO. Resta in carcere Matteo Pepe, l'imprenditore indagato per l'uccisione della convivente Neila Bureikaite, 24 anni, lituana. Ma il gip si è riservato di decidere, entro 48 ore, sull'istanza degli avvocati per trasformare l'accusa di omicidio da volontario a preterintenzionale.

    LA DIFESA.
    Secondo gli avvocati, Pasquale Morelli e Giampaolo Di Marco, Pepe avrebbe cioè causato la morte della donna senza averne però l'intenzione. Tesi che farebbe il paio con quella di un delitto d'impeto, di un uomo normale che, le continue provocazioni e la gelosia, avrebbero trasformato in assassino.
    La richiesta è stata formalizzata a margine dell'interrogatorio di garanzia, alla presenza del procuratore capo Francesco Prete e del pm Giancarlo Ciani. Il gip Anna Rosa Capuozzo ha convalidato l'arresto di Pepe e si è riservata la decisione sulla derubricazione del reato. Intorno alle 11,20 l'imprenditore edile è uscito dalla Procura per fare ritorno nel carcere di Torre Sinello, dove è rinchiuso da sabato mattina. «Il nostro assistito ha collaborato con il giudice rispondendo alle domande poste», riferiscono in una nota gli avvocati Morelli e Di Marco, «siamo fiduciosi del lavoro che compirà la magistratura».

    LA FAMIGLIA.
    «In questa fase delle indagini si rende necessario mantenere il più stretto riserbo», proseguono gli avvocati, «è una vicenda delicata, che vive ore decisive per il suo avvenire. Le ipotesi concettuali pubblicate in queste ultime ore nono sono state delineate correttamente e dalle stesse prendiamo le distanze. Occorre pertanto che venga osservata la massima discrezione, affinché la difesa e la magistratura possano seguire correttamente il proprio lavoro. Tale esigenza è adottata, soprattutto, per esprimere il rispetto del dolore e della preoccupazione vissuta dalle famiglie coinvolte». Matteo Pepe è padre di tre ragazzi, avuti dal matrimonio con la figlia di un noto costruttore di Lucera, paese di cui è originario.

    L'AMORE FINITO.
    Per la biondissima Neila, 20 anni più giovane, l'imprenditore aveva rivoluzionato la sua vita, lasciando la famiglia. Gli amici della coppia descrivono un uomo innamoratissimo, pronto a soddisfare ogni richiesta della sua donna, una giovane alta e bella. Ma la relazione tra i due negli ultimi tempi si era logorata, per le continue provocazioni di lei e la gelosia, forse per quel nuovo amico con cui sembra che la ragazza intrattenesse rapporti attraverso facebook. Sabato l'ennesimo litigio e l'epilogo, tragico. Neila ferita a morte da tre coltellate e Matteo che, già pentito prendeva coscienza del gesto appena compiuto, confessava il delitto al 118.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    19 ottobre 2011

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