CHIETI. Gli stipendi e, in genere, i costi dei Giochi del Mediterraneo continuano a tenere banco, anche perché il difficilissimo momento economico della nazione impone di riflettere sull'utilizzo dei soldi pubblici.
Mario Di Marco, attualmente liquidatore del Comitato organizzatore di Pescara 2009, interviene per fare delle precisazioni. Ci tiene a sottolineare che si tratta di emolumenti lordi, cosa peraltro già scritta dal Centro. «Si buttano le cifre senza prima indicare che sono al lordo di ritenute e tasse, il che significa che realmente le persone indicate, e additate, hanno percepito, al netto, il 44% di quel totale», scrive il manager di Atessa. «La media del periodo, e ci sono le buste paga dei singoli mesi a indicarlo in modo inconfutabile, ripeto la media, è di 5.350 euro netti al mese in quanto l'ammontare dello stipendio che il Comitato aveva stabilito nei miei confronti mi è stato corrisposto integralmente per i primi 19 mesi, nei successivi 6 mesi ho percepito il 70% della somma iniziale, per ulteriori sei mesi ho percepito il 30%, mentre gli ultimi sei mesi di lavoro sono stati completamente gratuiti a zero euro: senza considerare che anche il ruolo di commissario liquidatore è senza retribuzione». Nel complesso, dal 2007 al 2009, tra stipendi e consulenze, per i Giochi del Mediterraneo se ne sono andati otto milioni di euro. Lordi, certo, ma sempre di otto milioni di euro si tratta. Cifra imponente, a maggior ragione se messa in relazione alla reale ricaduta della manifestazione s
ul territorio. Quanti sono costati i Giochi? Di Marco scrive
testuale «il personale, comprensivo di tutti gli oneri, ha inciso
sul budget finale dei Giochi per il 10%». Quindi, tra 70 e 80
milioni di euro. Centocinquanta miliardi di lire, per chi ama fare
i conti con il vecchio conio. «Sfido chiunque a trovare un'azienda
o un'amministrazione pubblica da cui risulti che il costo del
personale è pari al 10% del bilancio», aggiunge il liquidatore del
Comitato organizzatore nonchè ex direttore generale. Se il paragone
con un'azienda risulta azzardato, quello con un'amministrazione
pubblica ci può stare data l'alta densità di politici coinvolti.
Non serve la lente d'ingrandimento per trovarli sui documenti
ufficiali di Pescara 2009. Qualche esempio, scelto a caso, rende lo
scenario più chiaro.
Vitaliano Patricelli di Montesilvano,
ex presidente del Coni provinciale e marito della consigliere
dell'Udc
Maria Rosaria Parlione, ha preso poco più di 17.000
euro nel 2008 e 8.000 nel 2009.
Vincenzo Sputore di Vasto,
ex arbitro e ora politico, di euro ne ha ricevuti 34.000. Il
consigliere regionale del Pdl
Ricardo Chiavaroli, tra lavoro
dipendente e lavoro autonomo, in un biennio si è avvicinato a quota
40.000 euro.
Claudio Daventura, vice sindaco di Montesilvano
nonché assessore al commercio, è arrivato a 90.000. L'ex assessore
ai Lavori pubblici del Comune di Pescara
Alfredo D'Ercole ha
portato l'asticella sopra i 100.000 euro. Tutto questo, in una
democrazia, può essere oggetto di critica. E possono esserlo anche
i 2 milioni e mezzo di euro utilizzati per le cerimonie di apertura
e di chiusura dei Giochi del Mediterraneo, a prescindere che
l'appalto sia stato vinto da una ditta leader nel settore, la
K-Events. A maggior ragione se una piccola ditta locale, la Sial
Security Service, di recente ha dovuto far ricorso a un legale per
farsi pagare sette fatture per un ammontare di 40mila euro,
accettando una transazione amara come il fiele. Pescara 2009
arriva dopo Chieti 2007. I Giochi e gli Europei di basket femminile
sono uniti proprio dalla figura di Mario Di Marco, che della
manifestazione teatina è stato presidente del Comitato
organizzatore. Anche in quel caso si può parlare di una buona
riuscita dell'avvenimento agonistico, ma con costi sproporzionati.
Lo scorso 9 settembre, quindi quattro anni dopo l'Europeo, il vice
capogruppo del Pdl della Provincia di Chieti,
Etelwardo
Sigismondi, ha dichiarato: «La situazione finanziaria della
Provincia è grave. Abbiamo ricevuto un'ingiunzione di pagamento di
2.367.000 euro per i lavori di riqualificazione, ai tempi di
Eurobasket, dei palazzetti dello Sport di Ortona, Lanciano e Vasto.
Inoltre, c'è un avviso di pignoramento di 800.000 euro per un
contributo che l'amministrazione Coletti aveva promesso
all'entourage organizzativo della kermesse cestistica». Il giorno
successivo, l'ex presidente della Provincia di Chieti ai tempi
della giunta di centrosinistra,
Tommaso Coletti , ha
replicato così: «Il Comitato organizzatore di Eurobasket era un
soggetto giuridico a parte, che non c'entra niente con la
Provincia». Insomma, dal difficile sport della pallacanestro allo
sport più amato e praticato dai politici, lo scaricabarile.
Eurowomen è stata una frenetica danza di eventi deprecabili: dai 14
assegni a vuoto, per 2.500.000 euro, emessi da
Umberto
Aimola, legale rappresentante del Comitato organizzatore, alle
richieste di pignoramento delle aziende esasperate, senza
dimenticare i creditori chirografari che, all'inizio 2010, si sono
dovuti accontentare del 13,38% delle somme spettanti.
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15 settembre 2011