Arsenale in garage, arresti-bis

Termoli, altra ordinanza di custodia per Felice ed Eugenio Ferrazzo

       TERMOLI. Due nuove ordinanze di custodia cautelare in carcere per Felice Ferrazzo, 56 anni, di Mesoraca (Crotone) e il figlio Eugenio, 29 anni, sono state emesse ieri dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Larino, Aldo Aceto. Le misure restrittive chieste dal sostituto procuratore della Repubblica Morena Susi, sono l'epilogo delle indagini sul ritrovamento di un deposito di armi e munizioni in un garage di Termoli.  La scoperta dell'arsenale venne fatta lo scorso 22 luglio. Le misure restrittive sono state notificate ai due indagati rispettivamente nel carcere di Milano e in quello di Chieti.  Nuovi guai, dunque, per Eugenio Ferrazzo, detto "Roberto il calabrese", residente a Campomarino. L'uomo venne arrestato nel mese di giugno a San Salvo con la moglie e altri due presunti complici dopo la scoperta, in una garage adibito a laboratorio tessile, di una raffineria di droga. A distanza di un mese a Termoli, la polizia, indagando su un tentato furto, ha scoperto nel garage di un condominio del centro una Daewoo piena di armi.  Gli investigatori ritengono si trattasse di un deposito logistico in carico a Felice Ferrazzo. Una base dove la malavita conservava o prelevava le armi. Fucili, pistole e munizioni sono stati inviati a Napoli e affidati a un pool di esperti che dovranno catalogarle e cercare di risalire alla loro provenienza e all'eventuale utilizzo in azioni criminali. Il valore dell'arsenale è di circa 100mila euro.  Ferrazzo, per anni al vertice del clan che portava il suo nome, una
    costola della 'ndrangheta specializzata nel traffico di armi e droga e riciclaggio di denaro, dal 2000 era collaboratore di giustizia.  L'inchiesta molisana è solo alle prime battute, ma sta portando gli inquirenti a scoprire ogni giorno nuovi particolari. Dopo i nuovi ordini di custodia cautelare, entrambi gli indagati saranno nuovamente ascoltati dai giudici.  I magistrati vogliono scoprire perché le armi sono finite proprio a Termoli, chi e quando avrebbero dovuto essere utilizzate. Anche a San Salvo si augurano tutti che venga fatta al più presto chiarezza sull'inquietante vicenda. (p.c.)

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    3 agosto 2011
     

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