di Teresa Di Rocco
LANCIANO. Associazione a delinquere finalizzata alla truffa, usura e ricettazione: vanno a processo a ottobre con queste accuse 11 dei 22 coinvolti nell'indagine "Cupola" della polizia che, nel 2007, portò all'arresto di tre persone e alla denuncia di altre 19. C'è stato un patteggiamento a due anni di reclusione, una condanna a un anno e 4 mesi col rito abbreviato, 4 assoluzioni e 4 proscioglimenti.
Faldoni enormi, fascicoli più piccoli e documenti, un viavai di avvocati: è arrivato in aula, davanti al giudice per le udienze preliminari, il processo che vede coinvolte 22 persone denunciate dal commissariato di Lanciano nell'ambito dell'operazione "Cupola". L'inchiesta scattò nell'agosto 2006 e portò nel 2007 a tre arresti e 19 denunce per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, usura e ricettazione.
Ed è da queste accuse che a ottobre dovranno difendersi d'avanti ai giudici del tribunale di Lanciano i fratelli
Antonio e
Domenico Dell'Orefice, di Perano;
Angelo di Ghionno di Tollo;
Franco Ficca,
Mario Picciotti,
Domenico D'Alonzo,
Giovanni Marrone,
Rosalba Abbonizio,
Carmine Scutti,
Nicola Vincenzo Picciotti e
Paolo Mastrippolito.
Per gli stessi reati ha patteggiato due anni
Giuseppe Ciccotelli, mentre con il rito abbreviato
Massimo De Luca Tucci ha avuto la condanna a un ann
o e 4 mesi.
Sono stati assolti, sempre col ricorso al rito abbreviato,
Bruno Iannone,
Franco Lombardi,
Giuseppe Breccia e
Franco Picciotti. Prosciolti, invece,
Marcello Marzio,
Daniele Scutti,
Francesco Frittella e
Claudio D'Eramo, quest'ultimo per remissione della querela.
L'organizzazione, stando alle accuse fatte dagli investigatori, era particolarmente ramificata sul territorio e prestava soldi a commercianti e artigiani della zona in difficoltà, chiedendo indietro somme con tassi di interesse tra il 10 per cento e il 15 per cento al mese.
Le stesse vittime, poi, sarebbero state utilizzate per una serie di truffe. Con la promessa di estinguere il debito, i commercianti facevano da prestanome per acquistare merce, soprattutto prodotti per l'edilizia, da aziende del nord.
I prodotti, però, erano pagati solo in minima parte (di solito il 5 per cento) spesso con assegni a vuoto, e venivano rivenduti dalla gang in 48 ore a prezzi stracciati.
Gli agenti del commissariato sequestrarono 250mila euro di merce, tra cui due Tir carichi di pannelli in cartongesso recuperati a Piane d'Archi, tre carrelli elevatori da 70mila euro l'uno trovati in aziende di San Salvo e Atessa, un ponteggio del valore di 60mila euro che circondava una palazzina in costruzione a Piazzano di Atessa, 7mila euro in contanti, centinaia di assegni, svariati atti notarili e anche una pen-drive.
Furono 27 le vittime accertate dalla polizia, con attività a Lanciano, in Val di Sangro e anche in provincia di Campobasso.
«Prepariamo la difesa per il dibattimento del 26 ottobre», dice l'avvocato
Michele Di Toro che difende i fratelli Dell'Orefice e Rosalba Abbonizio.
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24 giugno 2011
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