di Francesco Blasi
RAPINO. La Madonna del Carpineto spogliata dei suoi gioielli nella notte prima della festa dedicata a lei, la più attesa nel paesino delle ceramiche. I ladri li hanno trafugati dalla statua nelle di ore oscurità prima dell'alba di ieri, in un orario che testimoni attendibili collocano dopo le due, quando gli ultimi parrocchiani hanno lasciato il santuario alla vigilia della festa dopo aver vestito l'antica statua con i gioielli indossati da oltre 200 anni nel giorno della ricorrenza. In gran parte collane ma anche altri monili, tutti in oro di un peso complessivo tra i cinque e i sei chilogrammi, per un valore compreso tra i 100 e 120 mila euro.
Dopo l'allarme, ieri mattina sul presto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione e una squadra della polizia scientifica da Città Sant'Angelo. I ladri hanno sollevato il vetro frontale blindato a protezione della nicchia sull'altare centrale, una lastra pesante oltre un quintale, dopo aver forzato le serrature laterali. A quel punto è stato facile aprire la teca della statua e prendere i gioielli, anche se gli inquirenti cercano di capire come è stato possibile armeggiare nella nicchia senza aver smontato la lastra blindata.
Tra le tracce lasciate c'è la rottura della mano di Gesù bambino e soprattutto un guanto da lavoro abbandonato sulla scalinata che conduce alla nicchia. Alcune impronte sospette sono state rilevate, ma rimane un rebus anche il metodo usato dai ladri per penetrare in chiesa, visto che l'ingresso è avvenuto dalla finestrella centrale dell'abside, un'apertura lar
ga appena venti centimetri e alta poco più di cinquanta.
Mistero che si infittisce, se la stessa persona di corporatura così ridotta ha poi sfondato la porta di comunicazione tra l'abside e l'altare, un infisso in ferro pesante divelto dagli ancoraggi realizzati di recente con i tasselli di tipo "fischer chimico".
«Un furto che ci addolora», commenta il parroco, don
Roberto Miccoli, «ma Rapino saprà rispondere anche stavolta, come avvenne dopo il furto del 2008».
Poi osserva che «le modalità di questo furto, sicuramente pianificato da tempo, danno adito a diverse teorie, per cui speriamo in una ricostruzione ufficiale che potrebbe indirizzare gli investigatori sulla pista giusta».
Il sindaco,
Rocco Cocciaglia, osserva che «questo furto è un'offesa all'intera comunità rapinese e ai fedeli del circondario, che come ogni 8 maggio attendevano una festa raccolta nella devozione di sempre».
I gioielli erano custoditi fino all'altro ieri nel caveau di una banca, per poi essere portati in segreto nella chiesa per l'addobbo della statua.
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9 maggio 2011
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