I sindacati temono lo spostamento dell'azienda in altre nazioni dove la mano d'opera costa meno
di Sipontina Beverelli
CHIETI. La vertenza Sixty approda sul tavolo del sindaco.
Umberto Di Primio ha ricevuto i sindacati confederali in un primo incontro sul gruppo moda che rischia di mettere fuori dai cancelli oltre 200 dipendenti nel giro di due anni, qualora la crisi aziendale e di settore non invertirà la rotta.
La prossima settimana ci sarà un nuovo incontro, questa volta allargato anche a Rsu e Provincia. «Le problematiche occupazionali della città», dice il sindaco, «sono alla nostra massima attenzione. Intendo approfondire anche la situazione della Sixty e agire ai diversi livelli istituzionali, per cercare possibili soluzioni».
Nell'incontro con i sindacati è emerso che anche il direttore del personale Sixty,
Domenico Gentile, ha avuto un primo faccia a faccia con Di Primio. Ora occorre sintesi di posizioni e di numeri. E' proprio per fare chiarezza a 360 gradi che ora il tavolo di confronto sulla vertenza verrà allargato ad altri interlocutori. L'azienda, del resto, è ricorsa nel tempo a più ammortizzatori sociali, dalla mobilità volontaria al contratto di solidarietà, a cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Tutto per cercare di tenere testa a un momento difficile. «Qualora il fatturato non dovesse tornare a crescere», dice
Ettore Di Natale della Femca-Cisl, «c'è il rischio che gli ammortizzatori non siano più sufficienti e l'azienda ricorra a strumenti diversi, come la mobilità. Abbiamo chiesto l'incontro col sindaco per studiare soluzioni che evitino il patatrac occupazionale».
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28 aprile 2011
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