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La guardia giurata di Francavilla smascherata grazie alle intercettazioni

Custode calunniò anche 2 carabinieri

 CHIETI. Il caso della guardia giurata di Francavilla denunciata dalla procura per calunnia ai danni del titolare di un bar Sergio Pigniatiello, secondo la magistratura, accusato ingiustamente di tentata estorsione, non sarebbe stato mai risolto o quantomeno avrebbe avuto una strada molto difficile se non ci fossero state le intercettazioni telefoniche.  Mille pagine di accertamenti tecnici condotti per sei mesi dai carabinieri della polizia giudiziaria della procura, coordinati dal luogotenente Bruno D'Antonio, che dalle deregistrazioni delle telefonate ha potuto verificare tutte le contraddizioni delle accuse di Giustino Bruno nei confronti del gestore del bar.  La guardia giurata di un noto ente pubblico di Chieti, secondo la magistratura teatina, era riuscita a trasformare la legittima richiesta di restituzione di un debito (200 euro) in una tentata estorsione.  Pignatiello, arrestato in una apparente flagranza di reato, era stato intrappolato dalle denunce di Bruno avvalorate dalla complicità della fidanzata e di alcuni amici. Ma vicenda ancora più grave nella rete erano rimasti coinvolti anche due carabinieri della compagnia: un appuntanto e un maresciallo. Durante le indagini, che avevano portato il titolare del bar Pignatiello persino dietro le sbarre (ordinanza poi revocata dalla stessa procura), Bruno, che peraltro compare come capolista della Lega Nord alle prossime comunali a Francavilla, aveva denunciato anche due militari.  Il primo era stato accusato con una telefonata al suo superiore. Bruno sostenne che il carabiniere lo avesse minacciato con la pistola fuori da un supermercato e frasi del tipo: ti sparo in bocca vengo da te come un rotwailler a casa tua. Il maresciallo invece era stato denunciato alla questura di Chieti perché, secondo Bruno, sarebbe stato intimorito durante un interrogatorio davanti ai militari del nucleo operativo e radiomobile. Accuse che si sono rivelate di pura fantasia proprio grazie alla intercettazione di una telefonata tra Bruno e la sua fidanzata.  La procura alla luce delle indagini ha chiesto e ottenuto dal Gip del tribunale che il caso Pignatiello venisse archiviato e ha denunciato Bruno per calunnia sia nei confronti del gestore del bar sia nei riguardi dei due carabinieri. Tra gli imputati anche la moglie di Bruno Stefania Pizzica e Rocco Ciamarone per il quale il reato però è estinto perché deceduto lo scorso dicembre. (k.g.)

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