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Vasto-San Salvo, la guerra dei rifiuti

Pattume lungo la strada al confine, va di moda il lancio dell'immondizia dal finestrino

 VASTO. Qualcuno l'ha già ribattezzata la "strada dell'immondizia". E' via Selvotta, una contrada periferica vastese vicina alla stazione ferroviaria di Vasto-San Salvo. Da quelle parti sta prendendo piede un nuovo sport: il lancio dei sacchetti di pattume dal finestrino della macchina. Un fenomeno che fa il paio con l'aumento di spazzatura nei contenitori di Piano Di Marco.  Si tratta di una frazione a due passi da San Salvo dove l'amministrazione comunale ha esteso la raccolta differenziata a tutto il centro abitato. C'è qualcuno a cui non piace separare in casa i rifiuti e pensa di andarli a depositare altrove, come ha denunciato nei giorni scorsi il coordinatore cittadino del Pdl,Etelwardo Sigismondi. L'esponente politico ha raccolto le lamentele dei residenti di Piano Di Marco che assistono, da qualche tempo, all'aumento del pattume sia nei cassonetti che lungo i bordi delle strade. Insomma l'inciviltà regna sovrana e a farne le spese è come al solito l'ambiente. Le campagne vastesi sono disseminate di rifiuti. Le microdiscariche abusive si moltiplicano a vista d'occhio, anche in zone di grosso pregio naturalistico, e gli interventi di bonifica attuati dall'amministrazione comunale non riescono ad azzerare un fenomeno che risulta difficile fronteggiare. E' una lotta impari che comporta costi notevoli per l'ente pubblico. Ma non mancano polemiche neanche per la raccolta differenziata che, secondo alcuni, sta subendo una preoccupante battuta d'arresto. Ne è convinto Nicola Del Prete, candidato sindaco di Alleanza per Vasto (Apv). «La raccolta porta a porta nel centro storico sta diminuendo, tanto che dal picco del 75% si è scesi a poco più del 60%», dice Del Prete, «ci sono problemi di natura politica che s'intrecciano con aspetti tecnici da non sottovalutare. Sono trascorsi oltre 18 mesi dall'avvio del porta a porta nel centro storico e, salvo l'estensione della raccolta a 900 utenti della zona di San Michele e Sant'Antonio Abate, l'amministrazione Lapenna non è stata capace di procedere rispettando la tabella di marcia. E' evidente che questo aspetto abbia inciso negativamente sui residenti del centro che sembrano essere i soli a dover garantire la differenziata con i disagi che ne conseguono. In questa fase, la raccolta avrebbe dovuto già interessare tutta la città, al fine di attivare quel circuito virtuoso per arrivare alla diminuzione del pagamento della Tarsu. Invece Lapenna e l'assessore Molino hanno aumentato del 30% questa tassa. Segno evidente che si predica bene ma si razzola male». Altra pecca, secondo Del Prete, è la mancata attivazione delle isole ecologiche.

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