La Cassazione proscioglie l'ex manager

Termoli, Verrecchia e Montanaro escono dall'inchiesta sulla sanità

       TERMOLI. Inchiesta Black-Hole sulla sanità in Molise. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Larino contro il proscioglimento dell'ex manager dell'Asl di Termoli, Mario Verrecchia e della dottoressa Carmen Montanaro accusati di falso ideologico. La sentenza mette la parola fine al capitolo molisano del procedimento penale che ha visto coinvolti politici, amministratori, medici e imprenditori. L'operazione partì nel 2003, dopo il ritrovamento nello studio privato di un medico di un ecografo destinato all'ospedale San Timoteo. Due anni e mezzo dopo, grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali, l'indagine arrivò a decapitare l'azienda sanitaria del Basso Molise. Il clamore fu tale da richiamare a Termoli gli inviati della trasmissione di Italia 1 Le Iene. L'inchiesta, articolata in più filoni arrivò a contare un centinaio di indagati. Il 30 novembre 2009 il procedimento venne trasferito dal Gup di Larino, Aldo Aceto, alla magistratura di Bari. Solo i fascicoli del manager Mario Verrecchia e della dottoressa Carmen Montanaro rimasero a Larino. Il 3 marzo scorso gli imputati vennero prosciolti. Ieri la Cassazione ha confermato la sentenza. (p.c.)

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    19 novembre 2010
     

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