di Francesco Blasi
CHIETI.Tre salumi abruzzesi, teatini, sbaragliano la quinta edizione del "Campionato italiano del salame" alla finalissima di Parma il 14 scorso e coda di premiazioni due giorni dopo a Montebelluna nel Trevigiano. Tutto del Vastese il podio che ha messo in fila l'intera l'Italia dei salumi di pregio, dalle soppressate calabresi alle sopresse venete. In finale hanno trionfato le tre specialità abruzzesi selezionate a inizio ottobre nella sessione di Guardiagrele, dove la giuria si è riunita per la seconda edizione consecutiva del concorso indetto dalla trevigiana "Accademia delle 5t" (che stanno per territorio, tradizione, tipicità, tracciabilità e trasparenza) e dalla rivista Sapori d'Italia.
«Abbiamo sbaragliato tutti, in una classifica che certifica l'Abruzzo e questa nostra zona al vertice assoluto dei salumi», commenta con orgoglio
Roberto Casciato, titolare dell'agriturismo Aiaverde di Pizzoferrato che ha vinto con "lu sprisciate", il salame tipico di Pizzoferrato, caratteristico per la sua conservazione e stagionatura in strutto. Nel gotha dei salami italiani confezionati secondo i severi criteri dell'Accademia, primi fra tutti l'assenza di conservanti e l'utilizzo di carni provenienti da allevamento a ciclo integrale, ha fatto ingresso con il secondo posto assoluto la "ventricina di Palmoli" del salumificio Mondolani.
Il bronzo è andato al campione nazionale uscente, la ventricina di Scerni prodotta da Fattorie del tratturo. «Ora», osserva Casciato, «sarebbe un bene se le istituzioni regionali e provinciali a
lmeno si accorgessero di noi».
Daniele Gambatese, salumi Mondolani, annota dal canto suo che «dalle istituzioni non vogliamo denaro, che del resto non abbiamo mai chiesto, ma sostegno nella promozione e valorizzazione, aspetti in cui eccellono i nostri concorrenti settentrionali».
Gino Primavera, docente di scienze dell'alimentazione e organizzatore delle semifinali, parla di «straordinario successo che rappresenta un inedito nella storia del Campionato del salame, spiegabile solo con le antiche tradizioni contadine della nostra provincia».
18 ottobre 2010
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