Micoperi, nuova azienda e 100 assunzioni

Bortolotti: al porto cantiere per realizzare sistemi subaquei

    di Sara Fabrizio ORTONA. Cento nuovi posti di lavoro e una prospettiva di sviluppo per il rilancio dell'economia ortonese e non solo con la ricerca nelle energie alternative.  E' il piano della Micoperi, società di Ravenna specializzata in di impianti offshore. Il progetto è stato presentato, ieri mattina nella sala consiliare, al sindaco Nicola Fratino e agli amministratori, un progetto che prevede, per la prima parte, l'investimento immediato di 10milioni di euro per il completo rinnovamento e ampliamento degli spazi in concessione sulla banchina di riva nuova in porto.

    Ad illustrare i dettagli tecnici dell'iniziativa il presidente della società, Silvio Bartolotti, e i suoi più stretti collaboratori.  «Sono arrivato qui per la prima volta nel 1992», ricorda Bartolotti, 65 anni e una gran voglia di continuare a lavorare, «all'epoca l'idea di prendere la Micoperi per farla tornare competitiva sui mercati internazionali sembrava un'impresa impossibile. Nonostante le difficoltà, però, abbiamo vinto la sfida. Adesso lavorano per la società 400 persone e abbiamo possibilità di crescita». 

    Durante la presentazione del progetto il presidente della Micoperi ricorda le tante iniziative realizzate e i progetti concretizzati in ogni parte del mondo. «Ci siamo guadagnati stima e rispetto ovunque», sottolinea Bartolotti, «già due anni fa avevamo intenzione di investire nella base operativa di Ortona anche a causa del brutto impatto ambientale dei cantieri. Abbiamo atteso tempi migliori e adesso è arrivato il momento giusto».  Micoperi amplierà la base operativa costruendo 140 metri di banchina e realizzando, ex-novo, una struttura avveniristica di acciaio e vetro che ospiterà i cantieri per il settore diving (subacquea).  La struttura sarà realizzata dalla ditta Carraro. 

    Attualmente ad Ortona lavorano, per Micoperi, 35 persone in porto e altre 30 sono imbarcate. «La ricaduta economica per il territorio è importante perché cerchiamo di acquistare il materiale nelle zone limitrofe», aggiunge Bartolotti, «la realizzazione di questo primo progetto potrà impiegare fino a 100 persone. Attualmente stiamo lavorando alla trasformazione di una nave, la Seminole, sulla quale investiamo 80 milioni di euro. Sarà la nave da lavoro più grande nel Mediterraneo. E la porteremo qui ad Ortona. Per l'inaugurazione pensiamo a tre giorni di festa per mostrare alla città e agli amministratori il lavoro di Micoperi».

    Ma il progetto di Bartolotti non finisce qui.  Micoperi ha intenzione di diversificare la propria produzione puntando sul settore delle energie alternative.  In particolare, secondo il presidente della società, il settore su cui puntare è quello dell'eolico.  «Vogliamo avere anche un ambito sociale», continua Bartolotti, «diversificheremo l'attività concretizzando progetti nel settore delle energie alternative.

    Non credo nel fotovoltaico perché, per ora, occorre troppo tempo per ammortizzare i costi e la tecnologia non è ottima. Sull'eolico invece ci sono buone prospettive. Ho inviato il mio progetto ai rappresentanti istituzionali a livello regionale e nazionale ma fino ad ora non ho avuto risposte nonostante credo che l'Abruzzo abbia bisogno di occupazione. Questo progetto potrebbe portare fino a 700 nuovi posti di lavoro. L'idea è quella di creare un centro ricerche e l'intera filiera di produzione dei generatori eolici fino alla vendita dell'energia prodotta».

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    30 luglio 2010

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