Draugr, canzoni a difesa della tradizione

E' pronto il secondo album: i testi si basano sugli studi delle radici dei popoli italici

    di Giacomo Ioannisci CHIETI. Folklore abruzzese e death metal, musica teutonica e riferimenti mitologici. La band Draugr con due dischi nel curriculum, di cui uno in uscita nei prossimi mesi, e concerti in giro per l'Europa, soprattutto nell'est, è una realtà unica sulla scena musicale teatina.  «Ci siamo formati nel 2002 ispirandoci al black metal scandinavo», racconta il cantante Gianmarco Colalongo, alias Svafnir, «un percorso che ci ha dato lo spunto per iniziare la nostra carriera. Parlo di gruppi come Dark Throne ed Emperor che sono stati a dir poco seminali per noi, nonostante poi abbiamo evoluto il nostro stile in qualcosa di molto piu personale». 

    Gia dal primo disco "Nocturnal Pagan Supremacy", uscito nel 2006 sotto l'etichetta tedesca Christhunt Productions, la band ha cercato da subito di creare il giusto mix di black-death metal con elementi thrash metal, ma soprattutto sperimentando sonorità folk.  «La nostra musica si basa infatti sulle nostre origini, sulla nostra terra», continua il cantante, «su quello che siamo stati un tempo quando per l'appunto eravamo una sola cosa con la natura e quindi la rispettavamo».  Del resto, i testi dei Draugr si basano su studi dei popoli italici che abitavano lungo tutto lo Stivale, in particolare in Abruzzo. Non a caso il nuovo lavoro, in fase di masterizzazione, si intitolerà "De Ferro Italico". 

    «Si tratta di un concept para-storico», conclude Svafnir, «proprio nel periodo in cui il cristianesimo venne impiantato definitivamente nella nostra storia, quando con i decreti teodosiani venne
    dichiarata fuorilegge l'appartenenza agli antichi culti pagani. Per quanto riguarda il lato stilistico, invece, nel disco abbiamo ulteriormente evoluto il nostro stile, rimanendo con una base di black metal melodico, ma rinforzandolo con elementi epici, mentre il profilo folk è molto piu presente rispetto ai primi brani». Per la realizzazione hanno partecipato musicisti di gruppi come Folkstone e Furor Gallico, rispettivamente con cornamuse e flauti.

    E l'atmosfera del nuovo album è varia: si passa da pezzi violenti e avvincenti a parti piu festaiole e allegre. «Ma non abbiamo tralasciato l'oscurità», aggiunge il chitarristaRiccardo Gramenzi, alias Triumphator, «un elemento che è presente da sempre nei nostri brani». Anche se, oltre alle atmosfere delle loro canzoni e ai live sempre colorati con costumi da film fantasy, da ricordare sono i tanti significati del nome della band. Originariamente era ispirato all'uso che lo scrittore Tolkien fece della parola "draug", ovvero una creatura dalle sembianze di un mannaro, legandolo in questo modo al territorio abruzzese in cui il lupo è sempre stato un elemento forte per la cultura popolare.

    «Pochi sanno che il lupo, cosi come il cinghiale, è stato un animale totemico nelle culture italiche», sottolinea Luca Del Re, alias Helsior, tastiere del gruppo. «Ad esempio Italia e Abruzzo devono i loro nomi a origini antichissime legate al culto italico del Ver Sacrum di cui abbiamo scritto anche un pezzo presente nel disco». La band, però, alla parola draug ha poi aggiunto la "r" legando il nome a una figura mitologia delle saghe della letteratura nordica.  Da segnalare, infine, i nomi dei componenti della band: Svafnir è Gianmarco Colalongo (voce e composizione); Triumphator è Riccardo Gramenzi (chitarre); Helsior è Luca Del Re (tastiere); Stolas è Emanuele Del Grosso (basso); Mors è Alessandro Coletti (chitarre); e Jonny è Jonny Morelli (batteria).

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    25 luglio 2010
     

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