di Marco Camplone
CHIETI. Una diffida a versare 500.000 euro. Banca Serfina irrompe in Eurowomen 2007 chiedendo alla Provincia di onorare in cinque giorni agli impegni assunti.
Dunque, il campionato europeo di basket femminile svoltosi nel Chietino torna alla ribalta. E non lo fa certo perché sia stata una manifestazione da citare come esempio. Il problema è sempre il solito, gravissimo: i debiti. Ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella sede della Provincia di Chieti, l’assessore regionale
Mauro Febbo ha puntato il dito accusatore contro
Tommaso Coletti e
Umberto Aimola, rispettivamente ex presidente ed ex vice presidente della Provincia, contro il presidente del Comitato
Mario Di Marco, la procura della Repubblica e la guardia di Finanza.
«La diffida è stata notificata all’ente lo scorso 3 novembre e nasce da un atto di cessione del credito, stipulato davanti al notaio De Matteis il 16 aprile 2008 da Aimola in veste di vice presidente del Comitato organizzatore dell’evento», dice Febbo. «Somma che la Provincia non ha mai versato alla Serfina, che ora la richiede forse a seguito di un’ispezione della Banca d’Italia. Coletti non ha lasciato solo le casse vuote, ma tanti, tanti debiti. Su Eurowomen, procura e Finanza dovrebbero intervenire».
Alla presenza del capogruppo Pdl alla Provincia
Paolo Sisti e del vice capogruppo
Etelwardo Sigismoni, dell’assessore provinciale
Silvio Tavoletta e del
consigliere provinciale
Nicola Mincone, Febbo è
andato giù pesante. «Coletti avrebbe dovuto bloccare Banca Serfina
e licenziare Aimola. Perché non l’ha fatto? Non esiste una delibera
dell’Ente che autorizzi quell’operazione di Aimola. Si desume una
cosa: ha agito di testa sua con l’avallo di Coletti. È stato creato
un debito sulla base di una lettera di impegno equivalente a
cartastraccia». Febbo ha sottolineato che, in base ai dati in suo
possesso, il debito residuo di Eurowomen è di 8.296.173 euro, ai
quali va aggiunto l’ormai famoso mezzo milione di euro. «Mi sembra
quasi inevitabile che il liquidatore Tittaferrante proceda con la
richiesta di fallimento del Comitato. Chi pagherà il conto? Noi
cittadini. Contro Tittaferrante non ho nulla: è un professionista
che sta facendo il suo dovere. Anzi, gli va dato atto di aver
pagato i dipendenti con i 5 milioni extra sborsati dalla
Regione».
La lettera di Banca Serfina datata 30 ottobre e arrivata in
Provincia in 3 novembre, come si evince dal timbro, è esplicita:
«In data 16 aprile 2008 l’associazione Comitato organizzatore
Chieti 2007 (ora in liquidazione), cedeva pro-solvendo, ai sensi e
agli effetti della legge 52 del 1991, alla scrivente Banca il
credito di cui al contributo dovuto dalla Provincia di Chieti,
ammontante a euro 500.000, destinato all’adeguamento delle
strutture sportive utilizzate per la manifestazione sportiva... Con
la presente, Vi comunichiamno che, in relazione alla cessione
notarile emarginata, alla data odierna non è ancora pervenuto il
versamento derivante dalla stessa».
8 novembre 2009