Tetti di spesa, sanità pubblica nel caos

Tagli e accorpamenti dal 1º luglio. I sindacati: così non si risparmia

    di Sipo Beverelli CHIETI. Estate calda per la sanità. Il tetto di spesa sul personale, imposto dal piano di risanamento regionale, blinda i rinnovi dei contratti e le nuove assunzioni. I riflessi si annunciano pesanti sulle liste di attesa con un rallentamento nell’attività di diversi reparti. I livelli di assistenza rischiano di andare in affanno e i pazienti, trovando porte chiuse o tempi d’attesa troppo lunghi, andranno a curarsi altrove, realtà pubblica o privata che sia. A questo quadro potenzialmente negativo, i vertici aziendali cercano di porre rimedio rinnovando, da qui a dicembre, almeno 30 dei 137 precari che rinforzano i 2552 dipendenti fissi dell’azienda.

    Ma ne servirebbero, stando ai vertici Asl, almeno altri 300 per segnare tutti gli obiettivi. «Al Santissima Annunziata», dice il direttore sanitario Raffaella Lepore, «verrà chiusa ad agosto una delle tre chirurgie, stiamo definendo le modalità di accorpamento di ortopedia, dove mancano due medici, ridurremo in generale le prestazioni programmate mantenendoci sulle urgenze e prevediamo un allungamento delle liste d’attesa sulla parte ambulatoriale». Una situazione che può cambiare da un giorno all’altro perché sono ancora in corso molte decisioni. Tutte tese a scongiurare la prospettiva estrema tracciata dal manager Maresca nella delibera 541 del 20 giugno scorso, che, a partire da domenica 1 luglio, parla di sospensione di attività vitali previste da progetti-obiettivo regionali che spaziano nel campo dell’assistenza domiciliare integrata, salute mentale, screening del cervicocarcinoma, riduzione della spesa farmaceutic
    a, osservazione breve intensiva, cardiochirurgia, neurologia, oncologia e radioterapia.

    L’ospedale chiude per ferie? «Non drammatizziamo», risponde il direttore generale Asl, Mario Maresca, «stiamo ragionando sull’accorpamento di alcuni reparti e trovando il modo di garantire il rinnovo, da qui a dicembre, di almeno 30 contratti. La delibera prospetta quali possono essere le conseguenze, se dovremo attenerci rigidamente al tetto di spesa imposto per il personale, 109milioni 741mila euro, l’1,4% in meno del 2004. Ma stiamo cercando risorse in altri capitoli di bilancio per non rendere la situazione così pesante, puntando comunque al rispetto del tetto di spesa generale».

    «Il mio timore è che i risparmi operati a scapito dell’assistenza possano avere un ritorno disastroso, in termini di maggiori costi e disagi per i pazienti, che devono rivolgersi altrove». Amedeo Budassi (Anaao) commenta così la situazione. Meno personale significa rallentare o chiudere le corsie? «Se un reparto, come l’osservazione breve, deve garantire un servizio 24 ore su 24 ma non ha personale a sufficienza, sarà costretto a chiudere perché non può offrire assistenza a singhiozzo», osserva Budassi. «Mi auguro che non accada quanto previsto, far funzionare i filtri ai ricoveri è importante». Critiche da Nino Esposito (Fials): «Come al solito, disposizioni contraddittorie: da una parte, si cerca l’abbattimento delle liste d’attesa, dall’altra, decisioni irrinunciabili le fanno lievitare».
    28 giugno 2007
     

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