LANCIANO. Erbacce alte, rifiuti abbandonati in strada di notte, viabilità vecchia e malandata, mancanza di controlli: è il degrado con cui fanno i conti ogni giorno imprenditori e residenti della zona di Follani. L’area, anche se con tanto di fabbriche, non è più zona industriale ma non è ancora quartiere residenziale come chiedono gli abitanti, e Comune e Consorzio industriale Asi Sangro si rimpallano le competenze. Ma per i titolari delle attività produttive, riuniti l’altro giorno, è arrivato il momento della resa dei conti: o tutta l’area passa sotto il Comune o chiederanno l’autogestione.
Sono anni che si gira a vuoto attorno allo stesso punto: ossia che l’area dell’agglomerato industriale Follani-Marcianese non ricade più sotto le competenze dell’Asi Sangro. «Le convenzioni con il Consorzio sono scadute dal 1992, ben 15 anni fa», ripercorre le tappe Paolo Sciarretta , del Coordinamento per il territorio delle aziende e dei residenti dell’area Follani-Marcianese, «solo per nuovi insediamenti scatterebbero nuovamente i vincoli». Manutenzione del verde pubblico, pubblica illuminazione, servizi idrici e fognature sarebbero già di competenza del Comune.
Ma la realtà che imprenditori e residenti vivono è ben diversa. «Se chiamiamo i vigili urbani per segnalare che di notte scaricano elettrodomestici in strada ci rispondono che non è area di loro competenza», dice Tiziana Nasuti , «così fare modifiche alle nostre aziende o abitazioni non si può senza il nulla osta del Consorzio». Comune e Asi Sangro sono favorevoli alla riconversione di Follani in quartiere
residenziale, ma nulla è stato fatto. Per ricostruire il colorificio Wagen Lack andato a fuoco, la famiglia Memmo ha dovuto sottoscrivere una nuova convenzione con l’Asi: «Le belle parole non servono: qui le cose non sono cambiate», affermano Valerio e Fausto , «se un imprenditore si vuole muovere, non può aspettare i tempi della politica».
Rispetto all’immobilismo di 15 anni, negli ultimi mesi qualcosa si è mosso: ora a Follani passa anche il servizio di trasporto urbano. «Il Comune ha chiesto alla Provincia che nel piano territoriale Follani sia definita zona residenziale», sottolinea Sciarretta che annuncia un prossimo incontro in consiglio comunale con la giunta, «e a sua volta recepirà la riconversione del quartiere nel nuovo piano regolatore. Però adesso è necessario stabilire delle norme transitorie per assicurare i servizi e salvaguardare le aziende compatibili».
Follani, con piazze e aree verdi al posto delle industrie, è un sogno ancora lontano. «Mica tutti hanno i soldi per spostarsi a Cerratina», fa notare un altro imprenditore. «Il vero problema non è la convivenza tra case ed aziende ma il degrado», sostiene Dina Nasuti , «Comune e Consorzio si mettano d’accordo da che parte deve stare Follani o ci concedano l’autogestione».
14 giugno 2007