CHIETI. Un sistema idrico integrato per migliorare le tariffe e la qualità del servizio. Lo chiede a gran voce la Confconsumatori che pone l’accento sull’emergenza della rete cittadina ridotta a una sorta di colabrodo. Situazione che stride con le problematiche di approvvigionamento di acqua vissute negli ultimi mesi in città e con gli organi di controllo istituiti a livello regionale: commissione di vigilanza e di programmazione dei servizi idrici integrati e la consulta degli enti d’ambito Ato. «A Chieti» attacca il presidente di Confconsumatori, Manlio Madrigale , «non è stato programmato nessun tipo d’intervento su una rete imponente che si estende per circa 400 km».
Da qui l’esigenza di predisporre un modello di gestione che ottimizzi le risorse e metta fine agli sprechi. «A partire» aggiunge Madrigale «dalle riparazioni urgenti delle tubature rotte, dalla pulitura dei quadranti e dalla programmazione delle manutenzioni». Soltanto così, secondo Confconsumatori, sarà possibile aumentare la qualità del servizio idrico con risparmi in termini economici oltre che di tariffe. «Il sistema acquedottistico cittadino è in difficoltà e vive una preoccupante fase di degrado. Sarebbe quanto mai opportuno» riprende Madrigale «che l’amministrazione studi interventi di riqualificazione utilizzando magari stanziamenti nazionali e soprattutto comunitari».
1 giugno 2007
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