L’AQUILA. Rinvio della riforma del commercio, molto attesa da
operatori e associazioni di categoria, per le divergenze in seno al
Pdl. Lavori a lungo interrotti per la durissima protesta di circa
250 dipendenti del gruppo Villa Pini che hanno abbandonato l’aula
solo per la forte nevicata e non per le rassicurazioni ricevute dal
presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi.
Poi la chiusura, per mancanza del numero legale, senza
aver approvato alcun documento, neppure quello sul recupero degli
alloggi Ater dell’Aquila danneggiati dal sisma. Alloggi sui quali,
dopo 11 mesi, non c’è stato nessun intervento. E’ il resoconto di
una giornata da dimenticare per la maggioranza di centrodestra,
impegnata ieri in una doppia seduta assembleare, una ordinaria al
mattino, una straordinaria nel pomeriggio sul sentito tema della
case popolari nelle quali molti aquilani, soprattutto anziani, non
riescono a rientrare perché costretti ancora nelle condizioni di
sfollati negli alberghi della costa.
Nulla di fatto, su tutti i fronti. Al mattino, discussione
rinviata, anche quella sulla istituzione dell’Osservatorio sulla
ricostruzione, al palo da tempo. Quindi l’«invasione» dei
dipendenti di Villa Pini che hanno interrotto i lavori per mostrare
tutta la loro rabbia sia fuori, sotto la neve, che dentro l’E
miciclo, con fischietti e slogan urlati. Non sono mancati momenti
di tensione che hanno necessario l’intervento delle forze dell’o
rdine: una dipendente ha avuto un malore, molte hanno pianto
raccontando le loro condizioni di vita drammatiche dopo 11 mesi
senza stipendio. I segretari regionali Cgil e Uil funzione
pubblica,
Carmine Ranieri, e
Fabio
Frullo, con un folto gruppo di dipendenti e spalleggiati
dai consiglieri di opposizione, hanno accusato
Venturoni e Chiodi di volere la chiusura di Villa
Pini. Governatore e assessore hanno sottolineato che si sta
lavorando per venire a capo di una vicenda complessa, dopo aver
respinto l’ennesima richiesta di revoca della sospensione degli
accreditamenti. Diniego motivato dal piano di rientro sul deficit
concordato con il governo.
«E’ stata la stessa maggioranza» spiega il capogruppo di
Rifondazione,
Maurizio Acerbo, «a chiedere l’a
ppello e a far mancare il numero legale. Segno di scarso rispetto
per migliaia di aquilani inquilini o proprietari di case popolari.
Il centrodestra ha cominciato dimostrando la propria incapacità
nella vicenda Villa Pini e ha concluso non dando nessuna risposta
sulle case Ater che sono di proprietà della Regione».
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10 marzo 2010